dom 20 ott | DanceHaus

20 Ottobre | I love my sister + Egon - Compagnia Enzo Cosimi / Leonardo Diana, Versiliadanza

20 Ottobre | I love my sister + Egon - Compagnia Enzo Cosimi / Leonardo Diana, Versiliadanza
La registrazione è andata a buon fine
20 Ottobre |  I love my sister + Egon - Compagnia Enzo Cosimi / Leonardo Diana, Versiliadanza

Orario & Sede

20 ott 2019, 19:00
DanceHaus, Via Tertulliano, 70, 20137 Milano MI, Italia

L'evento

I LOVE MY SISTER 

ideazione, regia, coreografia Enzo Cosimi 

regia video Stefano Galanti 

drammaturgia video Stefano Galanti, Enzo Cosimi 

testi Egon Botteghi, Enzo Cosimi 

performer Egon Botteghi 

video live Stefano Galanti 

organizzazione Anita Bartolini 

produzione Compagnia Enzo Cosimi, MiBACT 

con il contributo di Armunia, nell’ambito del progetto a sostegno delle residenze di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D'autore coordinata da L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino e con il sostegno in residenza del Teatro Vascello di Roma 

lo spettacolo conclude la trilogia Ode alla Bellezza – 3 creazioni sulla diversità

Un’indagine sulla transessualità dei corpi che reinventano modalità inedite per abitare lo spazio fisico, urbano e sociale e che pagano il peso di un’invisibilità inflitta che relega ai margini le loro storie. I love my sister parla di persone in transito FtoM, ovvero transessuali dal femminile al maschile. Storie che riverberano nuovi paesaggi dell’animo umano. ODE ALLA BELLEZZA, 3 creazioni sulla diversità, propone una riflessione su figure emarginate nella società contemporanea. La caratteristica è quella di coinvolgere nel lavoro persone appartenenti a delle minoranze o interpreti non professionisti, rendendole protagoniste. Gli allestimenti sono pensati per spazi non prettamente teatrali. Nel 2015, è stata presentata, in co-produzione con Cagliari Capitale Italiana della Cultura, la prima tappa del progetto, LA BELLEZZA TI STUPIRA’ che ha coinvolto venti homeless, in un lavoro creativo sul territorio, che indaga la loro solitudine nell’età contemporanea. Nel 2016 è stata la volta di CORPUS HOMINIS, sul rapporto tra la vita/esistenza di omosessuali anziani e la contemporaneità. Il percorso è stato facilitato dagli incontri curati dal Cassero di Bologna e dal Circolo Mario Mieli di Roma. Entrambi i lavori sono passati attraverso interviste video o audio che hanno portato una bruciante testimonianza delle scelte di vita delle persone coinvolte.  

EGON – Site Specific

di e con Leonardo Diana

scenografie virtuali PROFORMA - Nicola Buttari, Martino Chiti

musica Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio

organizzazione Filippo Figone

Produzione Versiliadanza 2017 

con il sostegno di MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze 

e la collaborazione del Teatro Cantiere Florida di Firenze, Armunia / Festival Inequilibrio, Deutsches Institut di Firenze

Egon – Site Specific è un progetto multidisciplinare incentrato sulla poetica dei pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele, nella Vienna a cavallo del primo '900. Il lavoro vede impegnato un danzatore, due musicisti e un video artista che hanno elaborato un linguaggio interconnesso tra le diverse discipline. Lo spettacolo si sviluppa nella relazione tra corpo, gesto e nuove tecnologie (in particolare nella musica, nel video e nell’utilizzo di software interattivi). Un lavoro nato riflettendo sul periodo della “grande Vienna”, definita dal neuroscienziato e premio Nobel per la medicina Erik Kandel come “l’età dell’inconscio”, dove rilevante era la relazione tra le arti e le scienze. Egon, è una performance multidisciplinare che vuole ricreare l’aura che circonda le vite di Klimt e Schiele e i paradigmi estetici e filosofici, al tempo rivoluzionari, che sono riusciti a condensare, rappresentare e imporre. Una ricerca ispirata alle intenzioni dei due artisti di voler rappresentare tabù e archetipi, realtà rimosse e nascoste, attraverso simboli e figure, colori, gesti ed espressioni; corpi astratti dai propri contesti, che mostrano le loro ambiguità, figli delle contraddizioni della società nella quale sono costretti a vivere, oggi come allora. La loro riconsiderazione del femminile, l’utilizzo del nudo, la continua riflessione sulla sessualità e la sua influenza sulla psiche. Poetiche vicine quindi, per realizzare un’arte che in quanto tale aspirava ad essere eterna e soprattutto libera, incentrata sulla ricerca di un’introspezione psicologica comunicata ed espressa attraverso il corpo. Ma anche il contrasto tra i due artisti sta proprio nella rappresentazione del corpo. In Schiele, ossessionato da sé stesso e dall’autoritratto, emergono figure contorte e asimmetriche, scosse dal disagio interiore e come preda di spasmi e convulsioni, di impulsi incontrollabili coscientemente, afflitte da un horror vacui a causa dello spazio privo di punti di riferimento in cui si trovano. Lo sviluppo della coreografia si muove tra conflitti e opposizioni, generati da dicotomie e binomi come eros e thanatos, apollineo e dionisiaco, simmetria e asimmetria, identità e doppio, riconoscimento e spaesamento. Leonardo Diana nella propria riflessione artistica sul doppio, lo specchio, la rappresentazione di sé e il narcisismo, continua ad approfondire la ricerca su questi temi universali, confrontandosi con i due artisti che hanno ostentato un radicale cambio di paradigma nella sfera dell’immaginario, illustrando un periodo carico di turbamenti storici ed esistenziali e rendendo manifesti impulsi interiori ed inconsci.

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