

sab 21 nov
|DanceHaus
ABBONDANZA BERTONI + DÉJÀ DONNÈ
+ ANATOMIA DI UN RICORDO di Ilaria Bagardolo, Alice Pan, Edoardo Battaglia | Déjà Donnè + C'È VITA SU VENERE! di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni | Abbondanza Bertoni
Orario & Sede
21 nov 2026, 20:30
DanceHaus, Via Tertulliano, 68, 20137 Milano MI, Italia
L'evento

ANATOMIA DI UN RICORDO
Concept e performance: Ilaria Bagarolo aka Gary, Edoardo Battaglia, Alice Pan
Musiche originali: Giulio Polloniato, Matteo Berti
Training Vocale: Elena Griggio
Assistenza drammaturgica: Fabio Liberti
Residenze e Co-produzioni: Studio Pro Arte (Friburgo, DE) parte di Culture Moves Europe, Goethe-Institut, Residenze Fluide di SD Factory (Reggio Emilia, IT), Live Arts Cultures + Venere in Teatro Festival (Forte Marghera, IT), Vene.Re Residenze Venete in Rete (Teatro Comunale Città di Vicenza e Operaestate Festival), KOMMTANZ 2025 (Passo Nord - Centro di Residenze Artistiche del Trentino-Alto Adige)
Foto: Christian Kunstle, Lorenza Cini
Produzione Déjà Donné
Un grazie speciale a tutte le persone che hanno alimentato il processo artistico Chantal Kohlmeyer, Sebastián García Ferro, Christian Kunstle, Monika, Daniel, Loye, Ana, Carlotta, Elena, Alessandro, Angelo, Cecilia, Eleonora, Eleonora, Emilia, Francesca, Laura, Lorenzo, Lucette, Marco, Marilisa, Massimiliano, Mattia, Manuela, Paolo, Sophie e tutte le persone che compongono la nostra famiglia.
Durata 45'
Anatomia di un ricordo nasce dal desiderio che accomuna le storie di Alice, Gary ed Edoardo di affondare nelle proprie memorie familiari. Anatomia, dal greco ἀνατομή-dissezione, e Ricordo, dal latino recŏrdari-richiamare al cuore, si legano per costruire una rivelazione intima e sincera, che corre lungo la linea del tempo. Il titolo evoca un corpo freddo, sezionato metodicamente, il quale coesiste con il ricordo, un collante effimero, che osserva la realtà attraverso uno sguardo opaco, liquido. Il ricordo infatti richiama al presente qualcosa che non è più qui o non è più adesso.
Non nella sua forma originale. E che però, per il solo tornare in cuore [o corpo], rivive sentimento concreto, esperienza diretta.
È la possibilità di consultare il passato, di interrogarlo, di distendercisi ancora.
Ph Christian Kunstle, Lorenza Cini
C'È VITA SU VENERE!
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Antonella Bertoni
luci Andrea Gentili
elaborazioni sonore Orlando Cainelli
maschera e oggetti di scena Nadezhada Simenova
abito Chiara Defant
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
Durata 25'
C’è vita su Venere è un solo che mette in evidenza la differenza e le diversità del corpo, tra anatomia e un senso più soggettivo del fisico femminile, nell’evolversi dell’età e del tempo. Un viaggio su Venere, dove la gravità è densa, dove nel suo lento andare il corpo si svela in una ultima metamorfosi.
Note di regia
In prossimità della propria morte la Fenice costruisce il nido: lì essa brucia completamente e dalle sue ceneri genera l’uovo nuovo.
“Il cigno” di Saint-Saëns (anche Zeus dovette trasformarsi in cigno per arrivare a fecondare l’uovo di Leda) genera qui un amato uovo di gallina.
Il conseguente festoso entusiasmo si declina in una consumistica esplosione rosa, che confluisce in un esaurimento e svuotamento del personaggio, esausto e circondato dai resti del suo agire.
Rimane solamente l’interprete abbandonata sotto il costume: è il tempo dello svelamento, di rivelare la possibile fragilità di chi si nasconde dietro a una maschera, dietro a un velo ed anche dietro al suo stesso viso. Per vedere chi la sta guardando e giudicare chi la sta giudicando.
Si innesta così l’ultima metamorfosi in creatura con stampelle, quadrupede espiatorio (capro?) o meraviglioso ed enigmatico ippogrifo, che lentamente si allontana, solitario passeggiatore tra passate rovine.
MICHELE ABBONDANZA
Da molto ero lontana dalla scena, (esiti pandemici a parte) in timido ascolto e rispetto delle trasformazioni che l’età scava nel corpo.
Anni passanti in cui esitavo a compiere il passo di fare dei passi per compiere un passaggio: mostrarmi.
Allora forse proprio il momento speciale che stiamo vivendo mi ha spinto, come istintivamente, a ri-addentrarmi in una pratica che ben conosco e che pur sento nuova. Una pratica fisica e non, che si è rivelata subito sensibile ad una vocazione che ritornava in me primaria: desiderare il momento dell’incontro, del “muovermi” e del fare teatro.
E facendolo non ho potuto prescindere da un segno fortemente personale: persona, cioè letteralmente “la maschera di un personaggio (attore)”, che ho tentato e non so ancora se vanamente, di scalzarmi dal viso.
Così sono approdata su di un altro pianeta, trovandoci un’infinità di vita e di altre vite. Di tutte sarebbe valsa la pena raccontare e danzare i contorni: ne ho attraversate solo e curiosamente alcune convinta che nessuna donna è “ogni donna”. L’ho fatto con la forma che mi ha dato e mi da questo tempo presente: d’argento, di quercia e di Venere.
Questo mio stare, questo mio essere è l’unico modo in cui sento svanire un po’ l’effimero che ci sopisce.
ANTONELLA BERTONI
Ph Tobia Abbondanza
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Sede degli spettacoli
Via Tertulliano 68, Milano
Info e prenotazioni
DANCEHAUSpiù
promozione@dhpiu.com
+39 329 6005802
Tariffe biglietto > spettacolo
Intero: 20€
Ridotto under 35: 12€
Ridotto over 65: 10€
Dance Card: sconto del 50% sul biglietto intero (posti limitati: 10 biglietti disponibili)
Promo Famiglia: 12€ adulti + 5€ bimbi (under 12 anni)
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